martedì 12 aprile 2011

Brebemi, project financing rischioso

fonte:  http://www.quibrescia.it/index.php?/content/view/24983/218/
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martedì 12 aprile 2011
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(s.s.) Sarà l’opera che cambierà la mobilità sull’asse Brescia-Milano. Oppure sarà quella "che cancellerà 1.500 ettari di buon suolo agricolo, e di cui sono sempre di più quelli che pensano che se ne potrebbe, vantaggiosamente, fare a meno". In mezzo c’è l’autostrada Bre-Be-Mi, sui fronti opposti l’assessorato provinciale ai Trasporti e Legambiente.
Martedì mattina il treno verde
dell’associazione ambientalista, parcheggiato in stazione in città, ha ospitato il dibattito fra Renato Pugno, docente del politecnico di Milano ed esperto di finanza di progetto, Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia e Dario Balotta, esperto trasporti per il cigno verde, dal titolo "BreBeMi Te lo do io il Project Financing!".
I tre si sono confrontati sia sull’impatto ambientale dell’infrastruttura, sia sulla sostenibilità economica della stessa. "Nel resto d'Europa la società Brebemi avrebbe dovuto presentare i contratti di credito firmati dalle banche già in fase di gara, o immediatamente dopo, per poter essere valutata come investitore credibile", ha spiegato Pugno, "invece i contratti ancora non ci sono, o sono solo ora in corso di negoziazione, con il forte rischio di una scopertura finanziaria incompatibile con l'avanzamento dell'opera".
Della stessa opinione è Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia: "Il project financing delle infrastrutture è l'uovo di colombo utilizzato dall’assessore regionale ai Trasporti Cattaneo per promettere tutte le risorse necessarie a finanziare qualsiasi progetto autostradale, una sorta di bacchetta magica del mercato. Quello che manca in Lombardia, oltre alle risorse economiche", ha proseguito il presidente, "sono progetti di qualità inseriti in una pianificazione della mobilità, che delinei priorità e obiettivi pubblici delle opere sulla base di seri bilanci costi-benefici, che considerino anche i costi ambientali e sociali".
L’esperto dei trasporti per Legambiente, Dario Balotta, ha snocciolato qualche dato a riguardo. "L’autostrada A4, parallela alla Brebemi, è stata comprata dai Benetton a 2,2 milioni al chilometro otto anni fa. Sull’A4 circolano 120 mila veicoli al giorno, mentre la Brebemi ne avrà seimila all’apertura e 60 mila tra 20 anni. Con questi numeri, e con questi costi, la competizione tra i due gestori autostradali non esiste".
Secondo Balotta la partita è persa in partenza, perché A4 ha già ammortizzato i costi, e quindi potrà tenere le tariffe più basse per attrarre "clienti", ovvero automobilisti, a scapito della nuova opera ancora tutta da pagare e che quindi dovrà tenere tariffe più alte per non perderci. In Lombardia, viste le stime degli ambientalisti, solo per nuove autostrade il sistema creditizio dovrebbe fronteggiare una spesa di oltre 12.000 milioni di euro, per opere come Pedemontana (4.600), Brebemi (1.660), Tem (1.800), Valtrompia (700), Cremona Mantova (900), Broni Mortara (1.200).
In particolare, Brebemi è passata dai 658 milioni di euro previsti inizialmente a oltre 1660 milioni di euro all'apertura dei cantieri, con oneri finanziari che si avvicinano ai 2.400 milioni. Cioè quasi 40 milioni di euro da reperire per ognuno dei 62 chilometri di autostrada.
Dall’altra parte della barricata l’assessore ai Trasporti della provincia Corrado Ghirardelli continua a difendere la propria battaglia in favore dell’infrastruttura lombarda. "Si tratta di un’opera totalmente indispensabile per noi, per cui tutti, di ogni partito o schieramento, dovrebbero adoperarsi per trovare risorse".
L’assessore sta seguendo la partita da diverso tempo e in questi anni si è fatto l’idea che "Brebemi serva per l’economia del Paese. Il project financing è stato ampiamente verificato, non ci sono dubbi a riguardo. Gli ecologisti farebbero bene ad occuparsi soltanto del bene dell’ambiente e non pensare a cose che non gli competono. Sarà giusto fare obiezioni di carattere ambientale se ce ne sarà motivo, ma non spetta a loro valutare il project financing dell’opera".


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