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mercoledì 4 gennaio 2012

Iseo: cemento in riva al lago

Fonte: http://franciacorta.radiondadurto.org/2012/01/04/iseo-cemento-in-riva-al-lago/ 

Ci rendiamo conto di come, scorrendo gli argomenti trattati dalla red. Franciacorta della radio, le denunce riguardanti nuove edificazioni, brutture architettoniche e consumo di suolo, siano fortemente presenti: il mega polo sportivo di Adro (progetto embrionale), il Laghetto del Sala (bloccato), la zona residenziale di Fantecolo (già deliberata), la velenosa Brebemi, l’enorme e truffaldino polo logistico di Chiari, la cava Macogna e la Bonfadina alla Pedrocca (riaperte recentemente dal consiglio di Stato), la discarica di Bosco Sella tra Castegnato, Ospitaletto, Passirano e Paderno.
Consideriamo però centrale oggi occuparci degli interventi che si vogliono calare sul territorio perché è da questi che dipende il futuro economico e il modello di antropizzazione che intendiamo perseguire in questi tempi di crisi. La scelta di puntare sul blocco della frammentazione, fermare la costruzione di edifici fuori dai perimetri dei borghi, anche per quanto riguarda le case “agricole” e le cantine, di salvaguardare i boschi e le culture autoctone, gli spazi rulari e le zone umide sono scelte volte a fermare il declino e premessa indispensabile per un rilancio fatto di progettazioni intense nei centri abitati, rivalutazione dei centri storici, ristrutturazioni delle cascine attualizzazione delle loro funzioni come centri di aggregazione e diffusione di prodotti km0 e biologici ottenuti anche grazie alla diversificazione produttiva agricola.
In questo post vi parleremo di un’altro possibile scempio proposto dalla società “Costa Verde” nel comune di Iseo, fra Clusane e Paratico, proprio in riva al Lago. Si tratta di un vecchio progetto, stoppato nel 2007 dal Tar e ora riproposto dall’Amministrazione Vecchiaruti che prevede la costruzione di 48 alloggi su un’area integra e coperta da canneti e bosco di 35.850 mq. Alloggi turistici affiancati da un parcheggio pubblico per 147 auto e una piccola area verde ad uso pubblico. Proprio il parcheggio e l’area verde sarebbero i grimaldelli legali utilizzati dall’amministrazione per scavalcare i diversi vincoli ambientali e paesistici che gravano sull’area.
Gli ambientalisti della Schiribilla e dell’associazione Monte Alto, unitamente al circolo di Legambiente del Basso Sebino denunciano con forza la nuova e inopportuna ferita che verrebbe inferta a paesaggio e ambiente e, inoltre, svelano come l’intervento chiuderebbe l’ultimo corridoio ecologico fra le colline e il lago impedendo così la migrazione di diverse specie animali anfibe tra cui i rospi Bufo Bufo autoctoni e protetti.
Ancora una volta un’amministrazione che, a parole, si fa paladina di un nuovo modello di intervento su un territorio troppo lordato da interventi irrispettosi, nei fatti si fa promotrice di un’ulteriore opera sconsiderata e dannosa per la qualità del vivere dei suoi cittadini.

giovedì 15 dicembre 2011

«Costa verde», iter congelato Le istituzioni prendono tempo

Aggiornata a febbraio la conferenza dei servizi sul villaggio tra Clusane e Paratico
«Costa verde», iter congelato
Le istituzioni prendono tempo
Giuseppe Zani
Comune di Iseo e Provincia sembrerebbero essere favorevoli al progetto Rinviati alla prossima seduta i possibili rilievi fatti dalla Soprintendenza
giovedì 15 dicembre 2011 PROVINCIA, pagina 29
Un suggestivo scorcio del canneto che si trova tra il lago e l´area sul quale dovrebbe ...
Ieri la conferenza dei servizi «decisoria», così chiamata nella lettera che l´aveva convocata nella sede della Comunità Montana del Sebino bresciano, a Sale Marasino, non ha deciso nulla in merito al villaggio turistico che la Costa verde srl intende realizzare al confine tra Clusane e Paratico.
HA DELIBERATO invece di aggiornare la seduta a febbraio, senza però fissare alcuna data. All´incontro hanno partecipato Gloria Rolfi, direttrice della Comunità Montana, ente forestale delegato, Renato Gentile, in rappresentanza della Soprintendenza ai Beni architettonici e ambientali, Pietro Vavassori, il responsabile dell´Area tecnica del Comune di Iseo, un funzionario dell´assessorato all´Agricoltura della Provincia e i professionisti incaricati dalla Costa verde srl di progettare la nuova struttura ricettiva.
Indiscrezioni vogliono che il delegato della Provincia sia arrivato all´appuntamento con l´assenso dell´assessorato in tasca. Analogo il mandato affidato da palazzo Vantini a Vavassori, sia pure con la precisazione che il «sì» sarà condizionato al rispetto di determinate prescrizioni. Rilievi sarebbero invece stati sollevati dal rappresentante della Soprintendenza a proposito del fatto che il costruendo villaggio, saldando i due capi dell´edificato esistente, chiuderebbe l´ultimo corridorio rimasto tra collina e lago sulla riviera bresciana.
CIASCUN membro della conferenza, s´è concordato alla fine, metterà nero su bianco le proprie notazioni e le invierà alla Comunità Montana affinché le metta a verbale in vista del summit di febbraio. In quel mese sul tavolo della conferenza ci sarà un elemento nuovo, ineludibile: l´adozione del Pgt, in calendario giovedì 29 dicembre. Sul rinvio di ieri, comunque, devono aver pesato le osservazioni spedite in varie direzioni - e financo alla Commisione europea, a Bruxelles - da Legambiente Basso Sebino e dalle associazioni Montealto e La schiribilla.
Oltre a evidenziare le difformità che il progetto in questione presenterebbe rispetto alle norme vigenti, gli ambientalisti hanno posto l´accento sulla circostanza che il villaggio Costa verde sbarrerebbe l´ultimo varco d´accesso al lago di cui dispongono i rospi bufo bufo. Inoltre, a loro parere, sarebbe da valutare l´impatto che la prevista costruzione di 48 alloggi e, a monte della strada, di una rotatoria e di 147 stalli pubblici, potrebbe avere sulle vicine Torbiere sebine.

mercoledì 14 dicembre 2011

Il ranocchio testardo


L' area destinata alla nuova struttura ricettiva di Clusane d'Iseo, 35.850 metri quadri situati tra la strada Iseo-Paratico e il lago, è non solo l´ultimo lembo di natura che attualmente spezza il «continuum edificato» lungo la sponda bresciana, ma anche l´ultimo punto d´accesso a lago di cui dispongono i rospi bufo bufo che in primavera, per andare ad accoppiarsi in acqua, scendono in massa dal monte Alto.

No al villaggio «ingoia rospi» Gli ambientalisti alzano il tiro

Giuseppe Zani
BresciaOggi - 14/12/2011(pag. 31)
 Monta la protesta contro il progetto Costa Verde: a rischio le colonie di anfibi della zona No al villaggio «ingoia rospi» Gli ambientalisti alzano il tiro Oggi la questione arriverà sul tavolo della Comunità montana del Sebino Gli ecologisti: «Sarebbe un disastro: non escludiamo di adire le vie legali»
Le ragioni dei rospi e della natura e le ragioni di chi vuol investire nel turismo si confronteranno stamani, alle 10, nella sede della Comunità Montana del Sebino Bresciano, a Sale Marasino.
I MEMBRI della conferenza dei servizi decisoria, così chiamata nella lettera di convocazione, si troveranno infatti sul tavolo, accanto al progetto del villaggio turistico che intende realizzare a Clusane la Costa Verde srl, due combattive lettere: la prima firmata da Alessandro Gatti e Angelo Danesi, presidenti delle associazioni «Montealto» e «La schiribilla»; la seconda da Dario Balotta, presidente di Legambiente Basso Sebino.
Gatti e Danesi, per la verità, la loro mail l´hanno spedita anche al ministero dell´Ambiente a Roma e alla Commissione europea a Bruxelles. Vi si scrive che l´area destinata alla nuova struttura ricettiva, 35.850 metri quadri situati tra la strada Iseo-Paratico e il lago, è non solo l´ultimo lembo di natura che attualmente spezza il «continuum edificato» lungo la sponda bresciana, ma anche l´ultimo punto d´accesso a lago di cui dispongono i rospi bufo bufo che in primavera, per andare ad accoppiarsi in acqua, scendono in massa dal monte Alto.
TALI ANFIBI, precisano Gatti e Danesi, sono protetti insieme ai loro habitat dalla Convenzione di Berna, recepita con legge della Regione Lombardia n.10/2008. Per entrambi i presidenti, inoltre, la prevista costruzione di 48 alloggi e, a monte della strada, di una rotatoria e di 147 stalli pubblici, potrebbe avere un impatto negativo pure sulle vicine torbiere sebine, «uno dei nodi della Rete europea Natura 2000».
Da lì la richiesta di bocciare il progetto in questione, preservando l´unico corridoio ecologico ancora esistente nel tessuto urbano tra il monte e la riva bresciana del Sebino, oppure, in subordine, di sottoporre il costruendo villaggio «alla procedura di Valutazione d´Incidenza Comunitaria, prescritta dalla normativa vigente anche per interventi che, pur sviluppandosi all´esterno, possono comportare ripercussioni sullo stato di conservazione di un sito Natura 2000».
BALOTTA, dal canto suo, nel segnalare che l´area di proprietà della Costa verde è sottoposta a vincoli ambientali e forestali, ed è inquadrata come «varco insediativo a rischio» dal Ptcp della Provincia, sostiene che «non sono state sufficientemente chiarite le finalità dell´opera, in particolare dei lotti pubbici, e che non vi è stata adeguata valutazione dell´impatto che si produrrà sull´ambiente». Per giunta, la rotatoria e il parcheggio pubblico, secondo Balotta, non possono essere realizzati in quanto insisterebbero su un terreno ad uso agricolo. Nel caso le amministrazioni in indirizzo non respingessero il progetto della «Costa verde», ammonisce Balotta, «Legambiente si riserva di adire le vie legali».

sabato 3 dicembre 2011

«Quel villaggio turistico ingoierà i rospi»

Fonte: http://www.bresciaoggi.it/stories/Provincia/312429__quel_villaggio_turistico_ingoier_i_rospi/

                    ISEO. La testimonianza di Alberto Gatti dell'associazione Monte Alto: «Le colonie di bufo bufo della zona rischiano una rapida e inesorabile estinzione»
I volontari lanciano l'allarme: «Il nuovo complesso residenziale di Clusane sbarrerà l'unico punto di accesso al lago degli anfibi»
Sulla sinistra l'area su cui sorgerà Costa Verde il villaggio turistico vista lago. Secondo volontari ed esperti il nuovo cemento minaccia i rospi
L'ennesima colata di cemento sulle sponde del lago d'Iseo rischia di spingere sul baratro dell'estinzione le colonie di anfibi che popolano le aree verdi del Sebino con effetti imprevedibili sull'ecosistema.
L'allarme dapprima solo ventilato dagli esperti ha trovato sponda e certezze fra i volontari e le associazioni che ogni anno cercano di rendere meno traumatica la migrazione di rospi comuni (animali strategici nell'equilibrio dell'ecosistema) verso i luoghi dell'accoppiamento, un esodo che in mancanza di passaggi protetti decima ad ogni stagione la popolazionedi anfibi investita sulle strade dalle auto in transito. Ebbene, il vasto terreno su cui la «Costa verde» si appresta a costruire un villaggio turistico, quasi sul confine tra Clusane e Paratico, è l'approdo sulla riva bresciana del Sebino di una rotta migratoria di rospi.
Vero è che il corridoio ecologico che consente la migrazione- l'ultimo corridoio esistente- è tagliato in due dalla strada provinciale Sarnico-Iseo, una striscia d'asfalto che falcidia gli anfibi quando abbandonano in massa i loro rifugi sul monte Alto e, aggirando muretti e persino i cordoli della pista ciclabile, tentano di raggiungere il lago per l'accoppiamento.
Ma la nuova struttura ricettiva- 48 alloggi, 2 piscine, giochi e attrezzature sportive su un'area di 35.850 metri quadri- costituirà per i bufo bufo una barriera insormontabile. Che sia proprio lì il loro punto d'arrivo, e poi di risalita verso i boschi, lo testimonia Alberto Gatti, 45 anni, residente a Nigoline di Corte Franca, aderente all'«Associazione monte Alto», escursionista con la passione per gli animali.
È CAPITATO ANCHE ad altri, del resto, di notare durante le serate piovose d'inizio primavera che il tratto di asfalto fiancheggiante il terreno di proprietà della «Costa verde» era reso viscido da una strage di rospi.
«Sono goffi, lenti, quando sono abbagliati dai fari si rannicchiano perchè pensano di mimetizzarsi- racconta Gatti-. Purtroppo, quella strada è trafficatissima. Le chances per loro di farcela sono già assai scarse». Il passaggio dei bufo bufo sulla Sarnico-Iseo Alberto Gatti l'ha scoperto nel 2009 mentre si stava recando a Pontirone, sulla sponda bergamasca del Sebino, ad aiutare i volontari locali che raccolgono con secchi i rospi bloccati contro i muri di contenimento della litoranea e poi li trasportano in acqua.
Stessa operazione che il 45enne ha ripetuto nel 2010 e nel 2011, da solo, di notte, rischiando la pelle, a Clusane. «Ho potuto così censire il fenomeno- continua Gatti-. Lo scorso anno, in poche sere, ho individuato 185 anfibi, quest'anno 180: la metà dei quali spiaccicati sull'asfalto. Stavolta poi la migrazione è stata anomala perchè la temperatura dalla metà di marzo è bruscamente salita. Certo, fossimo stati una bella squadra, ne avremmo salvati di più, di rospi».
Negli anni '90, ricorda Alberto, dal monte Alto muoveva una folta colonia di bufo bufo che scendeva lungo i valloni di Zuccone per raggiungere i laghetti delle Polle, fra Clusane e Colombaro.
«Poi a Zuccone hanno realizzato la zona industriale: cemento e asfalto che han fatto sparire quella colonia- ricorda lui-. Stessa cosa sta avvenendo lentamente sul confine tra Clusane e Paratico, dove peraltro non ci sono tombotti sottostradali per il transito degli animali».
IN QUEL TRATTO, come detto, è in programma la costruzione di un villaggio turistico e, a monte della provinciale, di un parcheggio pubblico di 147 stalli. Una condanna a morte, per i rospi. Un forte legame li unisce infatti al sito di riproduzione, al quale essi restano tenacemente fedeli anche se divenuto inospitale. Ancora sperimentali, e parecchio dispendiosi, i tentativi di trasferimento dei rospi: è necessario rinchiudere le coppie nei nuovi siti che, a quanto sembra, saranno accettati solo dalla prole che vi vedrà la luce.
Giuseppe Zani