Fonte: http://franciacorta.radiondadurto.org/2012/01/04/iseo-cemento-in-riva-al-lago/
Consideriamo però centrale oggi occuparci degli interventi che si vogliono calare sul territorio perché è da questi che dipende il futuro economico e il modello di antropizzazione che intendiamo perseguire in questi tempi di crisi. La scelta di puntare sul blocco della frammentazione, fermare la costruzione di edifici fuori dai perimetri dei borghi, anche per quanto riguarda le case “agricole” e le cantine, di salvaguardare i boschi e le culture autoctone, gli spazi rulari e le zone umide sono scelte volte a fermare il declino e premessa indispensabile per un rilancio fatto di progettazioni intense nei centri abitati, rivalutazione dei centri storici, ristrutturazioni delle cascine attualizzazione delle loro funzioni come centri di aggregazione e diffusione di prodotti km0 e biologici ottenuti anche grazie alla diversificazione produttiva agricola.
In questo post vi parleremo di un’altro possibile scempio proposto dalla società “Costa Verde” nel comune di Iseo, fra Clusane e Paratico, proprio in riva al Lago. Si tratta di un vecchio progetto, stoppato nel 2007 dal Tar e ora riproposto dall’Amministrazione Vecchiaruti che prevede la costruzione di 48 alloggi su un’area integra e coperta da canneti e bosco di 35.850 mq. Alloggi turistici affiancati da un parcheggio pubblico per 147 auto e una piccola area verde ad uso pubblico. Proprio il parcheggio e l’area verde sarebbero i grimaldelli legali utilizzati dall’amministrazione per scavalcare i diversi vincoli ambientali e paesistici che gravano sull’area.
Gli ambientalisti della Schiribilla e dell’associazione Monte Alto, unitamente al circolo di Legambiente del Basso Sebino denunciano con forza la nuova e inopportuna ferita che verrebbe inferta a paesaggio e ambiente e, inoltre, svelano come l’intervento chiuderebbe l’ultimo corridoio ecologico fra le colline e il lago impedendo così la migrazione di diverse specie animali anfibe tra cui i rospi Bufo Bufo autoctoni e protetti.
Ancora una volta un’amministrazione che, a parole, si fa paladina di un nuovo modello di intervento su un territorio troppo lordato da interventi irrispettosi, nei fatti si fa promotrice di un’ulteriore opera sconsiderata e dannosa per la qualità del vivere dei suoi cittadini.
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