venerdì 4 maggio 2012

Legambiente è scettica: «Un altro libro dei sogni senza reali prospettive»

                   
04/05/2012Zoom Foto
Dario Balotta di Legambiente
Meno voli di fantasia e più fatti concreti. Sfogliare il libro dei sogni è un esercizio sterile, servono azioni urgenti e mirate per tutelare un territorio di pregio assediato da cave, discariche e cemento. Questo il pensiero di Legambiente da sempre scettica nei confronti del progetto Terre di Franciacorta, che ha già in animo di commissionare progetti e programmi di sviluppo a partire da una fotografia aggiornata dell'esistente. «Siamo stufi di analisi e studi di approfondimento che richiedono altri investimenti e dilatano ulteriormente i tempi di intervento - sbotta Dario Balotta, presidente del circolo di Legambiente Basso Sebino -. Si sa già, in buona sostanza, che cosa bisogna fare e che cosa non fare per tutelare e sviluppare in modo sostenibile la Franciacorta. Va ridotto ad esempio il consumo di suolo, che ora marcia a ritmi insopportabili. E riciclato il patrimonio edilizio inutilizzato o degradato. La Franciacorta è già fin troppo butterata di capannoni e centri commerciali. Non bisogna essere esperti per capirlo, basta l'osservazione empirica». LA SALVAGUARDIA del territorio non può attendere, insomma. Tanto più che, a sentire Dario Balotta, uno strumento pianificatorio c'è già. Si tratta del progetto di Parco agrario della Franciacorta ideato e proposto da Aurelio Pezzola, docente al Politecnico di Milano e residente a Paderno. Un parco comprensoriale che, per essere calato nel concreto, non richiederebbe grandi risorse finanziarie ma solo la volontà politica. E, secondo Legambiente, metterebbe in tempi rapidi sotto tutela quel che resta delle bellezze naturali e paesaggistiche della Franciacorta. «UNA CONDIZIONE essenziale per far conoscere e spingere a valorizzare il patrimonio storico-architettonico della zona da un lato e, dall'altro, bloccare espansioni che rischiano di danneggiare irreparabilmente una terra conosciuta in tutto il mondo per la sua produzione vitivinicola», conclude Dario Balotta.G.Z.

Fonte :
Bresciaoggi.it

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