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lunedì 24 ottobre 2011

TAV VAL SUSA: ONLIT (BALOTTA-PONTI);CARGO MERCI AL COLLASSO INUTILE IL TUNNEL. SERVE CRESCITA SENZA DEBITO

Le ragioni dI protesta degli abitanti della val Susa non sono da confondere con le provocazioni e le violenze dei “black block”.Al di là di ogni valutazione ambientale il tunnel del Frejus è sempre più inutile se non si arresta il crollo del trasporto merci su ferro (la parte dominante della domanda prevista). Dannoso, visto che l’Europa cerca strade per una “crescita senza debito” e quest’opera, che costa 23 mld (se completamente realizzata) ne genererebbe un altro per le future generazioni che si dice di voler preservare dal debito. Nella relazione Italia-Francia, si è passati da 8.6 milioni di tonnellate trasportate nel 2.000 a 2,4 milioni di tonnellate nel 2009 (-72%). Negli ultimi 6 mesi (dati Confetra) il traffico merci su ferro interno è crollato ancora del 21%. Mentre nello stesso periodo quello su camion è cresciuto del 3%. Da quando la rete italiana dispone di mille km di A.V., il trasporto delle merci ha continuato la sua debacle. Nessun treno merci ha ancora messo piede su questa rete (al momento è anche impossibile tecnicamente) e non c’è stato alcun beneficio per le merci, anche se si sono svuotate le linee parallele all’AV. Prima di nuovi tunnel va risanato il trasporto merci aprendo a nuovi operatori, reti e scali merci, riducendo gli alti costi gestionali e superando le inefficienze organizzative che rendono il servizio obsoleto, fatto che favorisce l’uso dei Tir. Per esempio, basti pensare che nel 2008 (ultimo dato disponibile), 4 treni merci su 5 hanno viaggiato con oltre 60 minuti di ritardo.
Torino 23-10-2011


Dario Balotta Presidente ONLIT
Marco Ponti docente di economia Politecnico di Milano

martedì 28 giugno 2011

TAV: Balotta, Federalismo comporta opere pubbliche inutili al Nord

http://www.libero-news.it/news/771348/Tav__Balotta__federalismo_comporta_opere_pubbliche_inutili_al_Nord.html

Lo studio"La Torino-Lione? una ferrovia inutile"

 

LaRepubblica.it - Torino

Scontri in Val di Susa

http://www.legambiente.it/dettaglio.php?tipologia_id=10&contenuti_id=2872

Le forze dell'ordine vogliono garantire l'apertura dei cantieri entro il 30 giugno. Gli attivisti del movimento NO TAV non si arrendono.

Non è stata una sorpresa: purtroppo le cariche della polizia erano ormai certe per i tanti attivisti del movimento No Tav che nel corso degli anni non ha mai abbandonato i presidi presenti in Valle per scongiurare il pericolo dell'inizio dei lavori per la costruzione del tunnel.
Alle 4.30 di questa mattina la polizia ha iniziato a sgomberare i presidi e con le prime luci dell'alba sono iniziate le prime tensioni. Una grande ruspa ha divelto le barriere autostradali nei pressi della galleria di Giaglione, per aprire la strada ai cantieri. Iniziano i primi lanci di lacrimogeni: sono in circa 400 persone al presidio della Maddalena, tra cui alcuni soci dei circoli di Legambiente del Piemonte. I manifestanti si disperdono nel bosco, cercando di evitare il fumo dei lacrimogeni e mentre scappano cercano di mettersi in contatto con chi non è in Valle affinchè si sappia quello che sta accadendo.
Sentiamo i nostri soci proprio mentre stanno fuggendo nel bosco, agitati, impauriti. Ci raccontano che la polizia ha conquistato in poche ore tutti i presidi no tav della Valle e che ha invaso anche la “zona rossa” in cui erano radunati i sindaci e i rappresentanti del mondo politico vicino al movimento.
Li abbiamo risentiti poco fa: ora i manifestanti sono riuniti in una borgata della Valle, in riunione per decidere il da farsi. Unica certezza, il movimento no tav non si arrende.
Leggiamo sui giornali il conto dei primi feriti e con convinzione diciamo no alla violenza, sempre insensata e ancor più quando è giustificata da un'opera non utile per il nostro Paese!

martedì 8 marzo 2011

Legambiente - Balotta: "Salgono a 2 miliardi di euro i costi dell'Alta Velocità, con un aumento di ben 900 milioni, e 800 ettari di suolo agricolo consumati". "Tav Treviglio-Brescia, lo scandalo dei costi"

Fonte : www.bergamonews.it  8 marzo 2011

I soldi delle Ferrovie per pagare l'autostrada. È lo "scandalo" contro cui punta il dito Legambiente nel giorno della sigla dell'intesa per l'affidamento dei lavori per l'Alta Velocità da Treviglio a Brescia al general contractor Cepav2 da parte di Italferr (gruppo Fs). Secondo Dario Balotta di Legambiente Lombardia, proprio a causa dell'affidamento diretto, che esclude una gara sui lavori, "salgono a 2 miliardi di euro i costi dell'Alta Velocità da Treviglio a Brescia, con un aumento di ben 900 milioni, e 800 ettari di suolo agricolo consumati in più, perchè i binari non correranno paralleli alla linea ferroviaria esistente, ma alla nuova autostrada BreBeMi (la Brescia-Bergamo-Milano)".
"La Corte dei Conti - prosegue Balotta - in una relazione del 2008, affermava che 'in Italia potrebbero realizzarsi risparmi consistenti mediante l'espletamento di procedure di gara, se si considera che il costo per km della tratta Tav Padova - Mestre, affidata tramite gara, è pari a 19 milioni di euro".
I costi complessivi, invece, nel caso della Treviglio-Brescia, "saranno di 35 milioni a km, su un tracciato tutto pianeggiante, con una spesa molto maggiore di quanto avviene nel resto d'Europa: la Tav francese è costata 13 milioni a chilometro e 15 milioni quella spagnola". "Inoltre - insiste Balotta - per risparmiare risorse e prezioso suolo agricolo, il tracciato poteva essere affiancato alla linea storica, dove ci sono già gli spazi, in gran parte di proprietà delle Fs, invece si è preferito allineare la Tav all'autostrada BreBeMi, aumentando di quasi 300 milioni i costi a carico delle Ferrovie dello Stato, per espropri e opere di ¨parallelismo» con l'autostrada".
In pratica si realizza "una consistente garanzia pubblica ad un Project Financing dell'autostrada, che doveva essere tutto privato, ma che invece non riesce a racimolare le risorse necessarie e a trovare nuove banche disponibili per partire con i finanziamenti. Il progetto della Brebemi - conclude Balotta, è talmente rischioso, anche perchè parallelo all'autostrada A4, da chiamare in suo soccorso, con 800 milioni di euro, anche la Cassa Depositi e Prestiti".

Tav Treviglio-Brescia, Legambiente:costi altissimi e spreco di suolo agricolo

Fonte : www.ecodibergamo.it   7 marzo 2011

Treno Tav
Salgono a due miliardi di euro i costi dell'Alta velocità da Treviglio a Brescia: con un aumento di ben 900 milioni, e 800 ettari di suolo consumati in più. È il triste esito dell'accordo siglato stasera a Roma, senza una gara pubblica, per l'affidamento diretto dei lavori da parte di Italferr (gruppo Fs) al General Contractor CepavPAV2.

«Dopo tutti questi anni di ritardo - dichiara Dario Balotta, esperto di trasporti di Legambiente Lombardia - ci si aspettava una scelta in linea con le direttive europee e la grave crisi delle finanze pubbliche. Invece non sono state seguite neppure le indicazioni della Corte dei Conti».

I giudici contabili, infatti, in una relazione del 2008, affermavano che: «In Italia potrebbero realizzarsi risparmi consistenti mediante l'espletamento di procedure di gara, se si considera che il costo per km della tratta Tav Padova-Mestre, affidata tramite gara, è pari a 19 milioni di euro».

I costi complessivi nel caso della Treviglio-Brescia invece saranno di 35 milioni a km, su un tracciato tutto pianeggiante, con una spesa molto maggiore di quanto avviene nel resto d'Europa. La Tav francese ad esempio è costata 13 milioni a chilometro e 15 milioni quella spagnola.

«Inoltre - insiste Balotta - per risparmiare risorse e prezioso suolo agricolo, il tracciato poteva essere affiancato alla linea storica dove ci sono già gli spazi, in gran parte di proprietà Fs. Invece si è preferito allineare la Tav all'autostrada Brebemi aumentando di quasi 300 milioni i costi a carico delle Ferrovie dello Stato, per espropri e opere di "parallelismo" con l'autostrada».

Scelta questa che si concretizza, di fatto, come una consistente garanzia pubblica a un Project Financing dell'autostrada, che doveva essere tutto privato, ma che invece non riesce a racimolare le risorse necessarie e a trovare nuove banche disponibili per partire con i finanziamenti. Il progetto della Brebemi infatti è talmente rischioso, anche perché parallelo all'autostrada A4, da chiamare in suo soccorso, con 800 milioni di euro, anche la Cassa Depositi e Prestiti.

Legambiente Lombardia