Milano, 13 giu. - (Adnkronos) - Vento in poppa per i titoli legati alle energie rinnovabili a Piazza Affari. La bocciatura del nucleare che e' emersa dalle urne delle consultazioni referendarie, fa crescere Enel Green Power che segna un rialzo del 3,08% a 1,975 euro. Ergy Capital e' attualmente sospesa dalle contrattazioni dopo il rialzo teorico a +14,29%, cosi' come pure K.R. Energy (+15,24% teorico) e Kerself (+15,67% teorico).
Visualizzazione post con etichetta Nucleare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Nucleare. Mostra tutti i post
lunedì 13 giugno 2011
sabato 4 giugno 2011
Campagna referendaria acqua e nucleare: lettera alle forze politiche
Roma, 4 giugno 2011
A Pierluigi Bersani
Segretario nazionale Partito Democratico
Ad Angelo Bonelli
Presidente nazionale Federazione dei Verdi
A Oliviero Diliberto
Segretario nazionale PdCI
Ad Antonio Di Pietro
Presidente nazionale Italia dei Valori
A Paolo Ferrero
Segretario nazionale Rifondazione Comunista
A Mario Staderini
Segretario nazionale dei Radicali italiani
A Nichi Vendola
Presidente nazionale Sinistra Ecologia e Libertà
A Massimo Rossi
Coordinatore nazionale Federazione della Sinistra
Gentili Segretari, gentili Presidenti,
in quest’ultimo scorcio di campagna referendaria vorremmo brevemente condividere con voi alcune riflessioni che ci consentano di centrare l’obiettivo comune del conseguimento del quorum, grazie all’esercizio del diritto di voto della maggioranza degli/delle italiani/e.
Un importante risultato, che cambia positivamente gli scenari pre-referendari, è stato conseguito con la Sentenza della Corte di Cassazione dell’1 giugno che rimette in gioco il quesito sul nucleare: argomento molto sentito dal popolo italiano, in particolare dopo l’incidente di Fukushima.
Oggi il quorum è a portata di mano se riusciamo a mantenere il profilo della campagna referendaria che i comitati “2 SI per l’Acqua Bene Comune” e “Vota SI per Fermare il Nucleare” hanno condiviso sin dall'inizio. Sarebbe, secondo noi, un grave errore trasformare il voto referendario in un voto pro o contro il governo Berlusconi. In questi 8 giorni dovremmo fare tutti gli sforzi possibili per far capire che acqua e nucleare sono temi che riguardano tutte e tutti a prescindere dalla propria appartenenza politica perché hanno a che fare con la vita quotidiana, con la salute, con la sicurezza di tutte le italiane e gli italiani.
E' questa stessa caratterizzazione, con un’approfondita e ricca discussione ed una riflessione nel merito delle delicate tematiche sollevate dai quesiti, che vorremmo mantenere anche in questi ultimi giorni. Siamo infatti convinti che solo un confronto aperto su questioni che riguardano il futuro di tutti/e possa risvegliare le coscienze e scardinare le appartenenze.
Ci auguriamo, quindi, che i partiti che voi autorevolmente rappresentate favoriscano e accompagnino questo processo, radicalmente diverso ed autonomo da ogni percorso che si traduca o possa essere ridotto automaticamente in un voto di schieramento.
Per questo i nostri due Comitati di comune accordo hanno intenzione di chiudere la campagna referendaria con mille piazze per essere vicini alla gente e continuare a motivare per andare al voto.
Questi punti era nostra intenzione chiarire, nel rispetto della reciproca autonomia e capacità di iniziativa, convinti che sapremo tutti/e concordemente conseguire l’importantissimo risultato di portare la maggioranza degli/delle italiani/e a votare, grazie anche all’impegno dei soggetti politici che voi autorevolmente rappresentate.
Con i migliori saluti,
Paolo Carsetti - Presidente Comitato Referendario 2 Sì per l'Acqua Bene Comune
Vittorio Cogliati Dezza - Presidente Comitato Vota SI’ per Fermare il Nucleare
Segretario nazionale Partito Democratico
Ad Angelo Bonelli
Presidente nazionale Federazione dei Verdi
A Oliviero Diliberto
Segretario nazionale PdCI
Ad Antonio Di Pietro
Presidente nazionale Italia dei Valori
A Paolo Ferrero
Segretario nazionale Rifondazione Comunista
A Mario Staderini
Segretario nazionale dei Radicali italiani
A Nichi Vendola
Presidente nazionale Sinistra Ecologia e Libertà
A Massimo Rossi
Coordinatore nazionale Federazione della Sinistra
Gentili Segretari, gentili Presidenti,
in quest’ultimo scorcio di campagna referendaria vorremmo brevemente condividere con voi alcune riflessioni che ci consentano di centrare l’obiettivo comune del conseguimento del quorum, grazie all’esercizio del diritto di voto della maggioranza degli/delle italiani/e.
Un importante risultato, che cambia positivamente gli scenari pre-referendari, è stato conseguito con la Sentenza della Corte di Cassazione dell’1 giugno che rimette in gioco il quesito sul nucleare: argomento molto sentito dal popolo italiano, in particolare dopo l’incidente di Fukushima.
Oggi il quorum è a portata di mano se riusciamo a mantenere il profilo della campagna referendaria che i comitati “2 SI per l’Acqua Bene Comune” e “Vota SI per Fermare il Nucleare” hanno condiviso sin dall'inizio. Sarebbe, secondo noi, un grave errore trasformare il voto referendario in un voto pro o contro il governo Berlusconi. In questi 8 giorni dovremmo fare tutti gli sforzi possibili per far capire che acqua e nucleare sono temi che riguardano tutte e tutti a prescindere dalla propria appartenenza politica perché hanno a che fare con la vita quotidiana, con la salute, con la sicurezza di tutte le italiane e gli italiani.
E' questa stessa caratterizzazione, con un’approfondita e ricca discussione ed una riflessione nel merito delle delicate tematiche sollevate dai quesiti, che vorremmo mantenere anche in questi ultimi giorni. Siamo infatti convinti che solo un confronto aperto su questioni che riguardano il futuro di tutti/e possa risvegliare le coscienze e scardinare le appartenenze.
Ci auguriamo, quindi, che i partiti che voi autorevolmente rappresentate favoriscano e accompagnino questo processo, radicalmente diverso ed autonomo da ogni percorso che si traduca o possa essere ridotto automaticamente in un voto di schieramento.
Per questo i nostri due Comitati di comune accordo hanno intenzione di chiudere la campagna referendaria con mille piazze per essere vicini alla gente e continuare a motivare per andare al voto.
Questi punti era nostra intenzione chiarire, nel rispetto della reciproca autonomia e capacità di iniziativa, convinti che sapremo tutti/e concordemente conseguire l’importantissimo risultato di portare la maggioranza degli/delle italiani/e a votare, grazie anche all’impegno dei soggetti politici che voi autorevolmente rappresentate.
Con i migliori saluti,
Paolo Carsetti - Presidente Comitato Referendario 2 Sì per l'Acqua Bene Comune
Vittorio Cogliati Dezza - Presidente Comitato Vota SI’ per Fermare il Nucleare
mercoledì 1 giugno 2011
Nucleare, la Cassazione dice sì al referendum del 12 e 13 giugno
Da www.ilfattoquotidiano.it del 1 giugno 2011
Dopo la decisione dei giudici di mantenere l'atomo tra i quesiti, la battaglia elettorale entra nel vivo. Con le opposizioni unite per il 12 e 13 giugno. Caccia a 8 milioni di schede oltre a quelle delle amministrative. Bersani: “Togliamo l’ultima macchietta”
| http://www.ilfattoquotidiano.it |
La Corte di Cassazione ha deciso: all’interno della tornata referendaria del 12 e 13 giugno ci sarà anche il quesito che chiede di bloccare per sempre i piani nucleari del governo. Nonostante la fiducia posta al decreto Omnibus, con cui il governo ha fatto marcia indietro rispetto alla decisione di costruire nuove centrali, il collegio – composto da 17 giudici e presieduto da Antonino Elefante - ha accolto l’istanza presentata dall’Idv. L’opposizione chiedeva di votare le nuove norme appena inserite nel decreto. Insomma, al posto del vecchio quesito, agli italiani sarà chiesto di esprimersi sulle leggi appena varate dal Parlamento che congelano per 12 mesi il programma governativo per tornare all’energia prodotta dall’atomo. E, intanto, dall’Autorità garante per le Comunicazioni è arrivato il richiamo alla tv di Stato affinché collochi i messaggi autogestiti sulla tornata in fasce orarie di maggior ascolto.
Nonostante la decisione della suprema Corte, la sfida per raggiungere il quorum non sarà facile. Con l’attuale legge, servirebbero tutti i voti che le opposizioni hanno preso alle elezioni più – almeno – altre otto milioni di schede. E considerate le date, gli italiani potrebbero essere indotti ad andare al mare. Anche perché, come è stato dall’inizio, c’è un unico quesito che fa realmente paura a Berlusconi, quello sul legittimo impedimento. Nonostante ieri lo stesso presidente del Consiglio avesse messo le mani avanti: “Non mi sono mai occupato dei referendum – ha detto il premier – ma se la gente non lo vuole, non è che il governo può decidere, non possiamo obbligare nessuno a costruire centrali. Con molto dispiacere il governo si adeguerà”. “Berlusconi fa il gioco delle tre carte”, ribattono i Comitati.
E allora, se fino a prima delle amministrative in piazza scendevano l’Idv e i comitati referendari (cioè molta gente comune), adesso i muri delle città si riempiono di manifesti coi loghi dei partiti. Dopo la presa di posizione del presidente della Camera, Gianfranco Fini, che lunedì ha invitato tutti i cittadini ad andare a votare “per non rinunciare alle proprie prerogative” e ieri ha pranzato col leader Udc, Pier Ferdinando Casini anche per trovare una linea comune sul referendum , ieri è stata dunque la volta del centrosinistra. Ieri il segretario Pd, Pier Luigi Bersani, ha ribadito una massiccia campagna di iniziative: “Togliamo l’ultima macchietta”, ha detto riferendosi all’ormai celebre battuta sul giaguaro di Arcore. “Crediamo che il 12 e il 13 giugno possiamo dargli l’ultima spallata e dimostrare che in termini di fiducia e di programma Berlusconi non ha più alcun rapporto con gli italiani”, ha ribadito il leader Idv, Antonio Di Pietro, che dall’inizio ha sposato la campagna referendaria. Un appello al voto è arrivato anche da Nichi Vendola e Francesco Rutelli, che per la verità ha insistito solo sul nucleare riferendosi alla scelta tedesca di chiudere l’ultima centrale entro il 2020.
Ma la scia positiva dei ballottaggi entusiasma tutti. “Coloro che hanno votato alle amministrative rivoteranno per esprimere il loro dissenso rispetto a una certa maniera di fare politica – commenta padre Alex Zanotelli, membro del Comitato per i referendum sull’acqua –, sono profondamente fiducioso. Stiamo lavorando sodo da cinque o sei anni e ho la sensazione che la gente abbia capito di che si tratta, quanto è importante l’acqua, un bene già scarso”. Padre Zanotelli è contento di ricevere il supporto dei partiti, ma avverte: “Deve essere chiara una cosa: non accettiamo tradimenti. Non chiediamo una cosa generica, chiediamo che l’acqua venga gestita da un ente di diritto pubblico e non da una Spa”.
L’indicazione a votare quattro sì viene anche dal mondo cattolico: “Al di là di quello sull’acqua, per il quale siamo nel Comitato promotore – spiega il presidente nazionale delle Acli, Andrea Olivero – avremmo preferito non arrivare al referendum. Ma adesso che ci siamo, daremo indicazione di votare sì anche sul nucleare e sul legittimo impedimento. L’importante è che il tentativo maldestro del governo di soffocare il voto non vada a buon fine. La partecipazione è l’elemento per riprendersi la democrazia”.
Aggiornato alle 12 dell’1 giugno 2011
Nonostante la decisione della suprema Corte, la sfida per raggiungere il quorum non sarà facile. Con l’attuale legge, servirebbero tutti i voti che le opposizioni hanno preso alle elezioni più – almeno – altre otto milioni di schede. E considerate le date, gli italiani potrebbero essere indotti ad andare al mare. Anche perché, come è stato dall’inizio, c’è un unico quesito che fa realmente paura a Berlusconi, quello sul legittimo impedimento. Nonostante ieri lo stesso presidente del Consiglio avesse messo le mani avanti: “Non mi sono mai occupato dei referendum – ha detto il premier – ma se la gente non lo vuole, non è che il governo può decidere, non possiamo obbligare nessuno a costruire centrali. Con molto dispiacere il governo si adeguerà”. “Berlusconi fa il gioco delle tre carte”, ribattono i Comitati.
E allora, se fino a prima delle amministrative in piazza scendevano l’Idv e i comitati referendari (cioè molta gente comune), adesso i muri delle città si riempiono di manifesti coi loghi dei partiti. Dopo la presa di posizione del presidente della Camera, Gianfranco Fini, che lunedì ha invitato tutti i cittadini ad andare a votare “per non rinunciare alle proprie prerogative” e ieri ha pranzato col leader Udc, Pier Ferdinando Casini anche per trovare una linea comune sul referendum , ieri è stata dunque la volta del centrosinistra. Ieri il segretario Pd, Pier Luigi Bersani, ha ribadito una massiccia campagna di iniziative: “Togliamo l’ultima macchietta”, ha detto riferendosi all’ormai celebre battuta sul giaguaro di Arcore. “Crediamo che il 12 e il 13 giugno possiamo dargli l’ultima spallata e dimostrare che in termini di fiducia e di programma Berlusconi non ha più alcun rapporto con gli italiani”, ha ribadito il leader Idv, Antonio Di Pietro, che dall’inizio ha sposato la campagna referendaria. Un appello al voto è arrivato anche da Nichi Vendola e Francesco Rutelli, che per la verità ha insistito solo sul nucleare riferendosi alla scelta tedesca di chiudere l’ultima centrale entro il 2020.
Ma la scia positiva dei ballottaggi entusiasma tutti. “Coloro che hanno votato alle amministrative rivoteranno per esprimere il loro dissenso rispetto a una certa maniera di fare politica – commenta padre Alex Zanotelli, membro del Comitato per i referendum sull’acqua –, sono profondamente fiducioso. Stiamo lavorando sodo da cinque o sei anni e ho la sensazione che la gente abbia capito di che si tratta, quanto è importante l’acqua, un bene già scarso”. Padre Zanotelli è contento di ricevere il supporto dei partiti, ma avverte: “Deve essere chiara una cosa: non accettiamo tradimenti. Non chiediamo una cosa generica, chiediamo che l’acqua venga gestita da un ente di diritto pubblico e non da una Spa”.
L’indicazione a votare quattro sì viene anche dal mondo cattolico: “Al di là di quello sull’acqua, per il quale siamo nel Comitato promotore – spiega il presidente nazionale delle Acli, Andrea Olivero – avremmo preferito non arrivare al referendum. Ma adesso che ci siamo, daremo indicazione di votare sì anche sul nucleare e sul legittimo impedimento. L’importante è che il tentativo maldestro del governo di soffocare il voto non vada a buon fine. La partecipazione è l’elemento per riprendersi la democrazia”.
Aggiornato alle 12 dell’1 giugno 2011
sabato 21 maggio 2011
martedì 29 marzo 2011
OLTRE IL NUCLEARE, ENERGIE PER LA PACE di Dario Balotta
Il ritorno dell’Italia al nucleare si ferma per un anno. E non solo, se gli stress test europei sulle centrali nucleari non daranno esiti confortanti, la retromarcia sarà completa e il Governo dirà addio all’atomo.
Di nuovo, come 20 anni fa,ancor prima di dare l’avvio al programma nucleare, il nostro Paese è già fermo.
Queste le decisioni italiane, mentre si contano i morti causati dallo tsunami al reattore nucleare di Fukushima e mentre un manipolo di eroi lotta disperatamente per limitarne i danni.
In tempi di guerra come quelli attuali, oltre al bisogno di democrazia, sullo sfondo c’e un mondo diviso e in conflitto per l’accesso alle risorse naturali, a quelle energetiche ed in particolare al petrolio.
Per delineare un nuovo ordine mondiale sarà sufficiente la sostituzione di una risorsa scarsa, come il petrolio, con una risorsa altrettanto scarsa, come l’uranio, presidiato militarmente?
Per un futuro di benessere, di pace e di sicurezza per i cittadini del mondo c’è un solo modo, attingere dalle risorse più abbondanti, disponibili e democratiche, come quelle naturali.
Nessun dittatore potrà mai spegnere il sole che illumina le terre del suo vicino, nessuno potrà mai fermare la forza del vento, il calore della terra e il flusso delle onde. Le fonti rinnovabili sono di tutti e sfruttandole si riduce l’influenza dei padroni delle energie e dei loro apparati politico-militari.
Le energie rinnovabili, oltre che strumento di pace, devono diventare parte integrante delle politiche industriali ed energetiche del nostro governo.
Una via sicura anche per lo sviluppo, la crescita economica e l’occupazione.
DARIO BALOTTA
Presidente Legambiente Basso Sebino
Di nuovo, come 20 anni fa,ancor prima di dare l’avvio al programma nucleare, il nostro Paese è già fermo.
Queste le decisioni italiane, mentre si contano i morti causati dallo tsunami al reattore nucleare di Fukushima e mentre un manipolo di eroi lotta disperatamente per limitarne i danni.
In tempi di guerra come quelli attuali, oltre al bisogno di democrazia, sullo sfondo c’e un mondo diviso e in conflitto per l’accesso alle risorse naturali, a quelle energetiche ed in particolare al petrolio.
Per delineare un nuovo ordine mondiale sarà sufficiente la sostituzione di una risorsa scarsa, come il petrolio, con una risorsa altrettanto scarsa, come l’uranio, presidiato militarmente?
Per un futuro di benessere, di pace e di sicurezza per i cittadini del mondo c’è un solo modo, attingere dalle risorse più abbondanti, disponibili e democratiche, come quelle naturali.
Nessun dittatore potrà mai spegnere il sole che illumina le terre del suo vicino, nessuno potrà mai fermare la forza del vento, il calore della terra e il flusso delle onde. Le fonti rinnovabili sono di tutti e sfruttandole si riduce l’influenza dei padroni delle energie e dei loro apparati politico-militari.Le energie rinnovabili, oltre che strumento di pace, devono diventare parte integrante delle politiche industriali ed energetiche del nostro governo.
Una via sicura anche per lo sviluppo, la crescita economica e l’occupazione.
DARIO BALOTTA
Presidente Legambiente Basso Sebino
Etichette:
comunicati stampa,
energie alternative,
Nucleare
domenica 13 marzo 2011
Emergenza nucleare in Giappone
Fonte : www.legambiente.it 13 marzo 2011
La sicurezza è una chimera. Stop al nucleare in Italia
Aver evacuato le persone nel raggio di 10 chilometri e ordinato al resto della popolazione vicina di non uscire, non bere acqua di rubinetto e non toccare nulla che sia stato all’aria non basterà, purtroppo, a limitare le terribili conseguenze dell’incidente, culminato con l’esplosione di un reattore, nella centrale nucleare di Fukushima.“La terribile situazione che si sta verificando in Giappone – ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza - dimostra che per le centrali atomiche non esiste sicurezza.
La centrale esplosa, dalla quale già ieri era fuoriuscito materiale radioattivo, era stata progettata con tutti i più avanzati sistemi di sicurezza e dotata di criteri tecnici che avrebbero dovuto resistere a terremoti di qualunque entità, così come previsto da un Paese, tecnologicamente molto avanzato, abituato a fare i conti con onde sismiche di elevata potenza. Eppure la tragedia in corso è immane e inarginabile. Le conseguenze saranno enormi e non ci sono strumenti di alcun tipo per fare fronte all’emergenza sanitaria che seguirà. Non c’è bisogno di aggiungere altro all’evidenza, ma dobbiamo riflettere attentamente nel valutare e definire ‘sicure’ le centrali che si vorrebbero costruire in Italia, paese a rischio sismico e idrogeologico, dove non è in alcun modo possibile garantire la stabilità e la sicurezza di impianti così pericolosi”.
Iscriviti a:
Post (Atom)


